Sapevamo che prima o poi sarebbero arrivati dei guai, ma non immaginavamo che avremmo dovuto affrontarli ancora prima di uscire dal Trentino – Alto Adige

Lavoravamo da anni per raggiungere quel momento. Poi, nell’estate 2024 ci eravamo detti: “prima o poi dobbiamo trovare il coraggio per partire davvero”. Da quel momento, tutto è cambiato perché le nostre energie hanno cominciato a muoversi solo in quella direzione. Abbiamo preso solo impegni che avessero una scadenza, abbiamo cominciato a salutare gli amici e ogni giorno era come un tassello del puzzle.

La data scelta per la partenza era il 14 febbraio 2025 e il piano era questo: lavorare a più non posso fino al 30 gennaio e poi prenderci qualche settimana per finire gli ultimi dettagli sul furgone.

E così è andata, più o meno. I dettagli lasciati per quelle due settimane, infatti, erano parecchi e ricordo quelle giornate come un momento piuttosto stressante. Emozionante, certo, ma soprattutto stressante.

Prima di scomparire per qualche mese c’era ancora un impegno: una serata con tutti gli amici in Alto Adige. Quel giorno è stato per me il momento in cui ho capito davvero che ce l’avevamo fatta, peccato però, che non era proprio così.

Il giorno dopo, infatti, ci siamo accorti che la nostra tanica delle acque grigie, installata sotto al furgone (lo scarico della doccia e del lavandino, per intenderci) perdeva. Non è affatto bello sapere che lasci una chiazza quando ti fermi, per due motivi. Il primo è che non è eticamente corretto per l’ambiente: saponi e shampoo non fanno affatto bene al suolo (e non è legale scaricarli a terra). Il secondo, invece, è un po’ più sottile: non ci piace disturbare, perché è il modo migliore affinché la gente dei posti che visitiamo si infastidisca della presenza dei camper, con conseguenze su tutti i viaggiatori. Vogliamo comportarci bene, insomma.

E così siamo tornati a “casa” (si intende casa dei miei genitori), abbiamo smontato la tanica e l’abbiamo rimontata. Facile a dirsi, meno a farsi, perché tutto ciò è durato una settimana. Al termine del lavoro (che Simo ricorda ancora sussurrando qualche parolaccia), siamo ripartiti, questa volta, però, facendo un’altra strada. Ed ecco perché, se ci seguite da allora, sapete bene che siamo arrivati in Austria passando dal Friuli Venezia Giulia invece che dal Brennero (scelta più scontata se si parte dal Trentino).

Da quel momento però, ci siamo sentiti davvero in viaggio, finché qualche giorno dopo ci si è rotto l’inverter. Ma questa è un altra storia.

Qui trovate il link alla puntata che racconta i primi giorni in viaggio

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